Carissimi,

oggi la Liturgia della Parola continua a presentarci il Regno di Dio al quale tutti siamo chiamati, e ci invita a ricercare la vera sapienza che consiste nel prepararci ad accogliere questo Regno che si fa vicino a noi nel Figlio di Dio. E il vangelo porta proprio la nostra attenzione su questa necessità: essere preparati ad accogliere il Regno; il rischio è quello di dimenticarci, di essere convinti che le realtà terrene ci bastano. E qui si inserisce la parabola delle dieci vergini, chiamate ad accompagnare lo sposo quando, finita la festa del matrimonio, accoglie in casa sua la sposa. E’ una parabola difficile che si chiude con un esito tragico e duro (“Non vi conosco”), piena di difficili che sembrano voler oscurare l’atmosfera gioiosa del banchetto di nozze. Tutti i protagonisti della parabola non fanno una grande bella figura: lo sposo con il suo ritardo esagerato che mette in crisi le dieci ragazze; le cinque ragazze definite ‘stolte’ perché non hanno pensato a un po’ di olio di riserva; le cinque chiamate ‘sagge’ che si rifiutano di condividere il loro olio; quello che chiude la porta della casa e rimane irremovibile di fronte alla richiesta di apertura. Gesù usa questo linguaggio certamente per provocare e tenere desta l’attenzione dell’uditorio. Il punto critico del racconto è quel grido che constata non tanto la mancanza di veglia (si addormentano tutte), ma lo spegnersi delle lampade: “le nostre lampade si spengono“. Che cosa identifica Gesù con quella luce che si sta per spegnere? Certamente è qualcosa di ardente, come una passione per qualcosa di importante e determinante nella vita; qualcosa che si è raggiunto e scoperto come indispensabile per la vita; ma anche qualcosa che non si può condividere, né prestare. Possiamo dire che l’olio che dà luce alle lampade sono le opere buone che comunicano vita e testimoniano il Regno; sono tutti quei gesti di vangelo vissuto che ognuno può vivere, ma che non può fare al posto di un altro. “Signore, Signore aprici” sono solo parole e chi ha solo parole manca di olio! Le ragazze definite ‘stole’ rappresentano coloro che dicono, ma non fanno. Ecco l’impedimento al regno: al regno no servono solo le parole! La chiave per aprire quella porta sbarrata è il Vangelo vissuto che ognuno deve prendere su di sé e vivere quotidianamente.  Allora quella voce nel buio della notte “Eccolo lo sposo, andategli incontro!” è l’unica realtà capace di risvegliare la vita, di risvegliare il desiderio di vivere il vangelo; capace di ridestare la vita da tutti gli sconforti, di risollevare da tutte le stanchezze e da tutti gli insuccessi; è quella voce che dobbiamo seguire e imitare. E allora si accende nel nostro cuore quella luce generata dai gesti di vangelo vissuto capace di sfidare il buio della notte nell’attesa dello sposo. Ci aiuti il Signore in questo cammino!

con amicizia

don ezio

Webcam
Previsioni Meteo