Carissimi,

anche oggi Gesù ci parla del Regno e di suo Padre: un re che vuole celebrare le nozze di suo figlio. Quel re è Dio e lo sposo è suo figlio Gesù, inviato nel mondo per incontrare la sua sposa, l’umanità. Ecco il grande sogno di Dio, il suo splendido progetto: celebrare le nozze con l’umanità, vivere con lei un eterno patto di amore , di donazione, di compagnia, di stare insieme. Ma purtroppo nella affannata vita degli uomini, l’umanità’ nessuno sembra interessato a questo progetto: tutti gli invitati hanno altri progetti e non vogliono venire alla festa. Questa umanità è così presa dai suoi affari, dai suoi interessi, dal suo lavoro e dal suo guadagno che non ha tempo e considera il progetto di Dio poca cosa, un progetto di poco conto: hanno tutti troppo da fare e questo gli impedisce di vivere un vero rapporto di amicizia con Dio! L’occasione di quella grande festa condivisa va deserta! Non interessa a nessuno! Che tristezza! Una amicizia persa!Allora il re disse ai suoi servi: andate ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze”  L’ordine del re è favoloso e strabiliante: tutti quelli che troverete, vale a dire buoni e cattivi, senza badare a nessuna distinzione di merito, di rango, di importanza, di carica.  Anche quelli che mai avrebbero pensato di essere ricordati dal re.  Al re interessa che nessuno sia escluso dalla sua amicizia! Non mi chiede se sono santo o peccatore, ma solo se voglio stare con lui! E’ proprio bello questo Dio: quando viene rifiutato, anziché lasciare perdere, aumenta le richieste: “Chiamate tutti”, ti dà sempre un’altra possibilità! Allora ecco il risultato: “entrarono tutti, cattivi e buoni“…..addirittura i cattivi prima dei buoni! Li invita non perché facciano qualcosa per Lui, ma perché Lui possa fare qualcosa per loro, possa essere quel Padre buono che accoglie il ritorno del figlio! Dai ‘molti invitati’ si passa a ‘tutti invitati’: Ecco il paradiso, non popolato da santi, ma da peccatori che hanno permesso a Dio di perdonarli, di ri-accoglierli, di ri-amarli come figli! C’è però una sorpresa: “Il re entrò nella sala” . Non è un Dio separato, lontano, ma è un Dio che sta dentro, sta con, è qui con noi, gli sta a cuore la gioia degli uomini e se ne prende cura!  e stando dentro si accorge che un invitato non indossa l’abito delle nozze. Non è l’abito più bello, il migliore, quello senza macchie.! Nella sala si mescolano persone cattive e buone, sante e peccatrici, ma tutti si sono cambiati d’abito, lui no, è come  se fosse rimasto ancora fuori della sala. E’ entrato ma non credeva di essere atteso!  L’abito nuziale è il desiderio di vivere il cammino di fede come storia d’amore che diventa risposta di amore a Dio. Dio ti invita alle nozze con lui, ognuno ha un suo modo di essere sposo, purchè sia un modo di amore. Quell’invitato si è sbagliato su Dio, non accetta che quel Dio possa amarlo. A questo punto, secondo lo stile orientale, il linguaggio della parabola si fa duro, persino crudele: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre. Là sarà pianto e stridore di denti“. Sono immagini che vogliono esprimere una realtà fondamentale: nel giorno dell’incontro, l’ultimo giorno, ci sarà un giudizio decisivo, che riguarderà l’aver accettato o meno il dono di amore di Dio. Dio ci dona la vita, mai la morte: questa purtroppo, nella nostra libertà, la scegliamo noi. E Dio, che rispetta fino in fondo questa nostra libertà, con sofferenza ci lascia fare. Quell’invitato non ha capito che Dio viene sempre incontro ad ogni uomo come uno sposo che vuole fare festa per un solo peccatore pentito, per un solo figlio che ritorna. Rispondiamo alla sua proposta di festa!

con amicizia

don ezio

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