Carissimi,

oggi, e per tre domeniche, Gesù ambienta i suoi insegnamenti nella vigna; forse è una delle immagini che ama di più anche perché definisce se stesso la vite e si suoi discepoli i tralci. Oggi siamo messi di fronte ad un proprietario terriero che va a cercare operai per il lavoro della sua vigna a tutte le ore del giorno, anche quando manca solo un’ora alla fine del lavoro.  Ragionando in termini puramente umani che senso ha assumere lavoratori quando manca un’ora sola al tramonto? E’ un padrone che non sa amministrare bene i suoi soldi! Questo penso ci inquadra bene cosa Gesù vuole trasmetterci: il primato della bontà di Dio! Il comportamento del padrone non va contro la giustizia (ai primi dà quanto concordato), ma va oltre, la trascende e la supera per amore! Nessuno ha pensato a questi ultimi, forse tutti li hanno scartati: Lui no! Lui parte sempre dal fondo, dal basso, dai piedi, vale a dire dagli ultimi. E’ bellissima questa immagine! Le pretese degli operai della prima ora non sarebbero sorta se essi non avessero visto che anche quelli dell’ultima ora hanno ricevuto la loro stessa paga: essi non reclamano tanto una paga maggiore, ma piuttosto lamentano la uguaglianza di trattamento! E’ l’uomo di sempre che si lascia invadere dall’invidia e sul merito (Abbiamo lavorato tutto il giorno sotto il sole, loro invece…..) Sono come il figlio maggiore della parabola del Padre misericordioso (del figlio prodigo) che è invidioso della generosità del padre, senza rendersi conto che in quella enorme generosità lui ci abitava già! E’ grandioso il comportamento del padrone perché sintetizza bene il comportamento di Dio nei nostro confronti: Egli non vuole perdere nessuno e si rivolge a tutti, a quelli già pronti e a quelli più indecisi, a quelli che le circostanze della vita hanno portato distanti, a quelli che non hanno incontrato intermediari per ricevere l’invito, a quelli che giungono alla fede più lentamente e spesso con sofferenza (gli ultimi nessuno li ha chiamati, forse perché incapaci o pelandroni….). Che bello questo Dio che rispetta i ritmi, le capacità e la sensibilità di tutti! Dio chiama tutti rispettando i tempi di risposta di ciascuno e anche le diverse età della vita: tutti possono collaborare per il Regno, tutti possono diventare strumenti di Dio, anche quelli che se ne possono occupare solo per poco tempo! Pur nella diversità di ognuno, tutti si possono salvare e quando ciò avviene, quando c’è la risposta, anche solo per poco, la salvezza è totale, completa, non parziale o proporzionata alla durata del lavoro. La bontà di Dio cerca di salvare tutti, dobbiamo solo dargli l’occasione, offrirgli un appiglio per attirarci a lui, fosse anche quello di andare a lui all’ultima ora! E i primi dove li mettiamo? In un certo senso col ragionamento puramente umano che fanno diventano anche ultimi! Ma possono fare un cammino: quando anche loro, superata l’invidia, saranno contenti che gli operai dell’ultima ora ricevano la loro stressa paga, ecco che lì comincia il Paradiso!

con amicizia,

don ezio

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