Carissimi,

Gesù oggi adopera frasi che ci lasciano un po’ sconcertati! ” Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? N0, vi dico, ma la divisione” Proprio lui che ci chiede di amare i nemici, che ci dice di porgere l’altra guancia, lui che ha dato il nome di ‘divisore, diavolo’ al peggior nemico dell’uomo, lui che ha pregato fino all’ultima sera per l’unità – che siano unoqui si contraddice alla grande! E questo ci deve spingere a cercare ancora, a non rimanere alla prima impressione. Gesù stesso, tenero come un innamorato e nello stesso tempo coraggioso come un eroe,  è stato e e continua ad essere segno di contraddizione. La sua Parola, il suo Vangelo, è stato sovversivo: per le donne sottomesse e schiacciate dal maschilismo allora imperante; per i bambini considerati un nulla, proprietà indiscussa dei genitori; per gli schiavi sfruttati all’inverosimile e in balia dei padroni, per i lebbrosi scacciati e abbandonati da tutti, per i poveri e i ciechi, considerati scarto dell’umanità. E’ stato così sconvolgente al punto di mettersi dalla loro parte, di schierarsi con loro: li chiama al suo banchetto, fa di un bambino il modello del suo regno, si dimostra umano con tutti. La sua parola non era tranquillizzante per le coscienze, ma le scuoteva dalle facili giustificazioni. Nel momento in cui uno sceglie di donarsi, di perdonare i nemici, di non attaccarsi al denaro e alla carriera, di non dominare sugli altri ma di servirli, di non vendicarsi del male ricevuto, proprio in quel momento lì diventa per gli altri contraddizione, divisione, guerra, urto inevitabile con chi pensa di spadroneggiare, di vendicarsi, di avere posti di prestigio e cariche importanti, di chi pensa che è vita solo quella applaudita e ammirata e forse invidiata dagli altri! Potremmo dire che Gesù genera una nuova beatitudine: ‘beati gli oppositori’, di chi si oppone a tutto quello che è oppressione e contro l’umanità del fratello. Essere discepoli di Gesù significa incamminarsi per la sua strada! Qui sorge la domanda: come sto vivendo al mia fede? Come un tranquillante che mi offusca i fratelli, come un sonnifero? Il vangelo diventa reale se ti fa voce di chi non ha voce, se ti fa lotta per chi è oppresso e non ha più forza, mai arreso e passivo. Quanto vorrei che questo fuoco fosse già acceso! Eppure c’è, arde, dentro il nostro cuore; in ogni realtà c’è il seme incandescente di un mondo nuovo. Anche in me e in te c’è questo fuoco: lasciamolo venir fuori!

con amicizia,

don Ezio

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