Carissimi,
Gesù continua a parlare in parabole, e continua a parlare del Regno dei Cieli, quel Regno promesso ad ogni credente che si apre al Vangelo. Domenica scorsa il Regno era “un Seminatore che uscì a seminare”, oggi il Regno è un campo già seminato e dove c’è già il grano buono, ma è anche il campo dove tra il grano buono spunta pure la zizzania, il seme cattivo che insidia quello buono, c’è l’avversario, il nemico, il diavolo, che di nascosto, mentre regnano le tenebre, semina il male. E’ una parabola interessante perché ci rivela innanzitutto qualcosa di Dio: è un Dio che ha lo sguardo buono, che non si posa mai per prima sul male o sul peccato, ma va a cercare, privilegia e vuole salvaguardare il bene presente in ogni cuore. Quel campo nel quale cresce il bene con il male è il nostro cuore, siamo ognuno di noi. I servi del padrone propendono per una soluzione drastica “Andiamo e sradichiamo la zizzania“; il Padrone preferisce un’altra soluzione, quella della pazienza, del saper aspettare “No, rischiate di strappare anche il grano buono. Lasciate che l’uno e l’altra crescano insieme“. Che Dio stupendo: non guarda solo alla parte migliore di me, ma mi vuole tutto intero così come sono; mi ama nella mia interezza, non ricerca solo le mie virtù, ma accetta anche i miei difetti! L’uomo violento che c’è in noi dice: strappa subito, togli quello che in te è immaturo, puerile, sbagliato, cattivo; Dio dice: abbi pazienza, non fare violenza, sappi aspettate! Lo sguardo di Dio è volto verso il bene e sa aspettare che il bene esca dal mio cuore più del male, la luce vince le tenebre. E noi siamo chiamati ad incamminarci per la medesima strada: la santa pazienza di aspettare che anche il nostro cuore produca il bene, perché ne ha la capacità! Non dobbiamo preoccuparci innanzitutto della zizzania presente in noi, delle debolezze che sperimentiamo, dei difetti che conosciamo, ma dobbiamo volgere lo sguardo ai semi di bene e di bontà che Dio semina nel nostro cuore e lasciare che si sprigionino senza paura di perdere o di fare brutta figura. Il bene è seminato nel nostro cuore niente meno che da Dio e questo bene cresce anche quando salta subito agli occhi la zizzania che sembra vincere il grano buono: una spiga di grano buono conta più di tutta la zizzania del campo. Il bene conta più del male presente nel mio cuore e il male non annulla il bene che compio: io non coincido con gli sbagli che posso compiere, non sono creato ad immagine del male, ma in me c’è inscritta dalla nascita l’immagine buona di Dio che ha creato ogni uomo a ‘sua immagine e somiglianza’. Allora il nostro compito è far sì che il bene presente in noi maturi, si sviluppi e cresca: è il germe di Dio seminato in noi, è la sua immagine che chiede di crescere e di essere resa visibile. Che ciascuno di noi possa far emergere l’immagine di Dio che da sempre è germinata nel suo cuore!

con amicizia

don ezio

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