Carissimi,

oggi la liturgia ci invita a riflettere sul cammino di fede del discepolo. Due monti: l’Oreb, il monte di Dio, sul quale Elia è invitato a salire per scoprire “la voce di un sottile silenzio” vale a dire ‘la voce silenziosa di Dio’; e il monte sul quale sale Gesù per ‘stare in disparte con suo Padre’. Questo ci richiama subito l’importanza del silenzio per poter incontrare Dio e sentire la sua voce silenziosa. Quanto abbiamo bisogno del silenzio! e nello stesso tempo quanto abbiamo paura del silenzio che mette a nudo le nostre fragilità e le nostre debolezze! Eppure Dio lo percepiamo solo se sappiamo creare in noi il silenzio: per incontrare Dio dobbiamo salire ed abbandonare le bassezze del nostro quotidiano e le preoccupazioni di ogni giorno. Oggi il vangelo ci presenta Gesù e Pietro. GESU’ congedata la folla dopo la moltiplicazione del pani e dei pesci, vuole stare un po’ con suo Padre per condividere la sua gioia: ha sfamato la gente, ha risposto ai bisogni della gente e sta con suo Padre fino all’alba,  poi torna dai suoi discepoli in modo insolito, camminando sulle acque: non è certamente un modo ‘normale’ di procedere e giustamente questo crea sconcerto e paura. Viene scambiato per un fantasma! Si fa avanti PIETRO: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque” “Vieni” gli dice Gesù. Povero Pietro, sempre uguale, sempre alla ricerca del portentoso! Quasi a dire: Se vuoi fare il Messia devi essere potente, devi compiere cose strabilianti per conquistare gli uomini, devi apparire, farti vedere. Dimentica la follia della croce! Pietro formula la sua richiesta attraverso due elementi, uno corretto e l’altro sbagliato. “Comanda che io venga a te”: giusta richiesta quella di andare verso Dio. Ma il modo è quello strepitoso, miracolistico, di andarci camminando sulle acque. Questo è un miracolo fine a se stesso, che non ricerca il bene delle persone. E’ un miracolo destinato fin dall’inizio al fallimento: è la ricerca di Dio attraverso gli eventi straordinari ed eclatanti! Dio non sta lì dentro, Dio non lo trovi nel miracolistico fine a se stesso. Per questo Pietro comincia ad affondare! Pietro è ancora uomo di poca fede quando chiede questo segno! Si è dimenticato della moltiplicazione dei pani appena sperimentata, si è dimenticato di Gesù! Cerca lo strepitoso e questo non è fede! Quando Pietro guarda a Gesù e risponde al suo invito “Vieni” può camminare sul mare. Quando guarda a se stesso, alle difficoltà, alle onde, alle crisi, si blocca e affonda; Così è per noi: se guardiamo a Gesù e alla sua Parola, se puntiamo gli occhi in alto su di Lui, se mettiamo in primo piano progetti buoni, avanziamo; se guardiamo alle difficoltà, se teniamo gli occhi bassi fissi sulle macerie, se guardiamo ai nostri complessi, ai fallimenti, ai peccati che ricorrono, iniziamo la discesa nel buio. Caro Pietro  (e anche caro ciascuno di noi) tu andrai incontro a Gesù, ma non nel modo che vuoi tu! Ti è chiesta la diponibilità totale ad andare incontro a Gesù attraverso la strada della croce, del buon samaritano, di colui che non ha paura di perdere la vita per Lui; vai verso di lui facendo come lui, accogliendo gli altri come lui, vivendo concretamente la sua parola! Pietro imparerà ad andare da Gesù anche attraverso il rinnegamento e il pianto amaro di colui che riconosce il suo peccato! Che ciascuno di noi possa percorre la stessa strada!

con amicizia,

don ezio

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