Carissimi,

oggi la liturgia ci fa celebrare l’Ascensione di Gesù al cielo. Con questa solennità celebriamo  Gesù di Nazareth, il Crocifisso Risorto, che dopo aver assunto nell’Incarnazione  la nostra natura umana, dopo la sua morte e risurrezione, fa ritorno nella gloria del Padre. Con l’ascensione termina la sua missione terrena ed inizia quella della Chiesa, non tanto di quella gerarchica che si è strutturata molto dopo, ma di quella delle origini formata da discepoli che scelgono, in risposta alla chiamata di Gesù, di stare con lui per vivere le sue parole. La missione di Gesù sulla terra è durata pochi anni, racchiusi tra il battesimo al fiume Giordano e appunto l’Ascensione. La missione della Chiesa invece è in divenire e durerà fino al ritorno glorioso del Signore e alla costituzione del Regno di Dio, alla fine dei tempi, momento nascosto nella mente di Dio. Qui si colloca la nostra esperienza storica di credenti!  Si crea un’assenza che dice: “E’ arrivato il tuo turno” ” Adesso tocca a te”.  Ciò che ci è stato trasmesso adesso dobbiamo viverlo: tutto quello che hai appreso dalle sue parole, dai suoi gesti, dal suo modo di vivere adesso trasmettilo agli altri come fossi una pròtesi di Lui nello spazio e nel tempo. Questo è il compito della Chiesa, comunità di discepoli: dare testimonianza e annunciare con la vita la parola del Signore. Ecco allora che la solennità di oggi celebra due partenze: da una parte quella di Gesù che ritorna nell’intimo del Padre e quella degli apostoli in uscita verso gli angoli più lontani della terra ad annunciare l’avvento del Regno di Dio. E in questo contesto risuonano le parole di Gesù: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura“. Un orizzonte ampio, che abbraccia ogni realtà, che vuole entrare in comunione con ogni esistenza per rianimare, rimotivare, riqualificare!  C’è il mondo intero! Davanti a quei poveri uomini titubanti e dubbiosi (tanto da riceversi il rimprovero di Gesù per la loro incredulità (Apistìa) e durezza di cuore (Sklerokardìa) ci sta tutta la creazione, tutta quella creazione che agli occhi del Creatore era “molto buona”! Gesù continua: “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, imporranno le mani ai malati e questi guariranno” Che bello questo! Segni non riservati a qualcuno, a privilegiati, ma dati ad ogni credente. Capacità di far rifiorire la vita, di rianimare la vita, capacità di ascolto, di tenerezza, di rigenerazione! E a questo punto ecco la sorpresa: “Ed essi partirono e predicarono dappertutto“: sono partiti e grazie alla loro partenza la Buona notizia è giunta anche a noi. Ma non sono partiti da soli: Lui è entrato nel loro cuore! Noi siamo stati toccati dalla tenerezza di Dio grazie alla loro partenza, la Parola è giunta a noi grazie alla loro partenza! Ma è giunta a noi non per esaurirsi in noi, ma per ripartire grazie a noi. Ecco il compito affidato a ciascuno di noi: ripartire sempre, anche quando sembra inutile, anche quando siamo stanchi, anche quando ci sembra non più necessario e ci riteniamo incapaci. In ciascuno di noi Dio ripone questa sua fiducia. Non deludiamolo!

con amicizia,

don ezio

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