Carissimi,

anche oggi il vangelo continua a presentarci Gesù che, nel discorso della montagna, traccia la strada per essere autentici suoi discepoli. Il punto di arrivo possiamo individuarlo al termine del brano odierno: “Siate perfetti come i Padre vostro“. Il discepolo è chiamato a questa perfezione che certamente ci appare lontana e irraggiungibile: come posso essere io, debole e peccatore, perfetto come Dio? Ma Gesù non dice ‘Siate perfetti quanto….’, ma ‘come’, vale a dire ‘vivete con lo stile di Dio, fate come fa lui, incamminatevi per la sua strada’. E la strada che oggi Gesù ci traccia si concretizza nell’abbandono di ogni risposta violenta alla violenza e nella ricerca di ogni possibilità di amore che arriva ad amare anche i nemici. Gesù parte da quello che nell’ antichità era diventato tradizione (risaliva al codice di Hammurabi della metà del XVIII secolo a.C.) e che la Legge Ebraica aveva denominato come ‘la legge del taglione’: “Occhio per occhio, dente per dente”. Questa legge aveva lo scopo preciso di arginare la violenza, di impedire che si moltiplicasse, contenendola almeno nello spazio della reciprocità e fissando una misura alla punizione. Gesù indica il percorso della perfezione nella rinuncia ad esercitare questo diritto di giustizia retributiva, cercando di far cessare subito la violenza non rispondendo all’offesa: al male inflitto il discepolo di Gesù non risponde con il male, ma vive un atteggiamento di donazione gratuita e libera. La violenza genera violenza come una catena infinita; il discepolo sceglie di rompere questa catena, di non replicare su altri ciò che ha subito lui! E’ questo l’atteggiamento del cuore che deve ispirare la vita del discepolo: vincere l’istinto della vendetta, vincere il male con il bene, rispondere all’odio con l’amore! Gesù non propone la passività morbosa del debole, ma una iniziativa decisa e coraggiosa: riallaccia tu la relazione, fa tu il primo passo, perdonando, ricominciando, rattoppando.  Allora anche io posso, come Dio, far sorgere un po’ di sole, un po’ di speranza, un po’ di luce a chi vive nel buio, nella solitudine, nell’angoscia, nella disperazione. Ma tutto questo sembra non bastare; Gesù va avanti e va oltre: “amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. Vale a dire: fai sorgere il sole anche nel cuore di chi ti vuole nel buio; fai sorgere calore nel cuore di chi ti butta in faccia freddezza e indifferenza; fai sorgere accoglienza nel cuore di chi ti rifiuta. Ecco chiara la strada da percorre ogni giorno: se rimango unito a Gesù anche io posso amare come Dio, che dalla croce ama i suoi crocifissori fino ad invocare per loro il perdono di Dio! Ecco la concretezza della santità, niente di astrato e lontano, ma un cammino concreto e preciso che trasmette la forza di Dio.

con amicizia,

don ezio

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