Carissimi,

domenica scorsa, sempre nel contesto dei discorsi si addio, abbiamo accolto la richiesta di Gesù: “Abbiate fede in Dio ed abbiate fede anche in me“. Gesù chiede che la stessa fede che ogni discepolo rimette in Dio, la rimetta anche in Lui! Egli è affidabile, in tutta la sua vita si è sempre dimostrato tale, non ha mai deluso. Ed è proprio per questa sua fedeltà che è rimasto sulla croce, affrontando la morte per amore dell’uomo. E in questo contesto si cala il vangelo di oggi, dove Gesù chiede ai discepoli di amarlo, di nutrire un vero e autentico amore verso di lui, un amore sincero! E interessante notare il modo di porsi di Gesù: Lui chiede, non si impone, tutto incomincia con una parola che esprime estrema delicatezza “Se mi amate”, “Se“, ecco il punto di partenza di Gesù, punto umile. Non è una prescrizione (dovete amarmi), ma di un invito; puoi aderire o puoi rifiutare in tutta libertà.  Ma ‘se mi ami’ sarai trasformato, diventerai come me! Gesù ci sta dicendo che la strada per poterlo capire e accogliere passa solo attraverso l’amore, non c’è altra strada per arrivare a lui, per capire la sua esistenza, per poterlo seguire! Gesù si fa ‘mendicante’ di amore! e non di un amore qualsiasi, ma del mio! ” Se mi amate, osservate i miei comandamenti”: è anche interessante questo! Si tratta di capire bene quel ‘miei’: non vuol dire quelli prescritti da me, quelli che voglio io e che impongo a voi, ma piuttosto quelli che riassumono la mia esistenza, che sono tipici del mio modo di vivere, quelli che sono tutta la mia vita e per i quali mi sono donato! Vale a dire tutti quei gesti che riassumono e rendono riconoscibile la sua vita e che vedendoli, non ti puoi sbagliare: è davvero Lui che di perde dietro alla pecorella smarrita, dietro a pubblicani e prostitute, che ama per primo, che si china a lavare i piedi! Gesù precisa: “Se mi amate osservate i miei comandamenti“ Vale a dire: se io accolgo il modo di vivere di Gesù, lui mi abita – io sono abitato da Dio! – vale a dire i miei pensieri sono i suoi pensieri, le mie azioni sono le sue azioni, le mie parole sono le sue parole! E allora io comincio a prendere il sapore di Dio, vale a dire quel modo di essere che mi rende libero di amare quando non sono amato, di perdonare quando non sono perdonato, di abbracciare quando vengo rifiutato! Il suo modo di amare diventa la mia vita che non può fare altro che aiutare, soccorrere, accogliere, benedire! E allora di attua quel connubio che Gesù sottolinea parecchie volte: voi in me, io in voi, sarò con voi, verrò da voi! Qui sta tutta la sua voglia di comunione con l’uomo: Gesù che cerca spazio nel mio cuore per seminarvi il Padre, Dio in me! Per questo “Non vi lascerò orfani”: se lui in me e io in lui allora io non sarò mai solo, mai abbandonato, mai dimenticato. Dio in me diventa la mia memoria, la mia storia! La sua presenza in me non è da conquistare: mi è donata gratuitamente. Per questo promette il Paraclito, colui  che sta appresso, colui che aiuta a condividere la vita di Dio, che ci fa abitare da Dio.  Allora il mio compito è quello di fargli posto nei miei pensieri, nelle mie azioni, nelle mie parole. Chiediamo che ci aiuti lui a sapere ogni giorni fargli spazio perché possa abitare in noi.

con amicizia,

don ezio

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