Carissimi,

oggi il vangelo ci presenta l’incontro di Gesù con un lebbroso e la sua guarigione. Il lebbroso era ed è ancora un malato ripugnante a tal punto che viene descritto come un uomo morto. Tanto più che per un giudeo la lebbra era il segno del castigo di Dio per qualche grave peccato commesso dal malato o dai suoi familiari. La reazione di fronte a questa malattia era severissima: come ci descrive la prima lettura, il malato veniva escluso da tutto, doveva vivere solo e fuori della città ed era obbligato ad avvisare tutti del suo stato. Viveva una situazione di abbandono da parte di tutti, anche di Dio! Cosa fa Gesù di fronte a questa persona scartata da tutti? Gesù non si scansa, non lo evita, ma si avvicina, si oppone alla cultura dello scarto, accoglie e tocca il lebbroso, l’ ultimo, l’intoccabile. Questo lebbroso non ha nome, non è identificabile, perché porta in sé il volto di ogni uomo, il mio , il tuo! E da quella bocca velata, da quel volto nascosto esce quel grido stupendo “Se vuoi, puoi purificarmi”. Quanta discrezione in quel ‘Se vuoi’: è attratto da Gesù perché intuisce che è l’unico disposto a far qualcosa per lui, ad accoglierlo e a non cacciarlo!  Di fronte a queste domande laceranti Gesù ‘prova compassione’: è un termine di una carica infinita che indica un crampo in pancia, un morso nelle viscere, quasi a dire ‘No, non voglio, basta dolore!’. Gesù rivela il volto caratteristico di Dio: Dio è colui che vuole il bene dell’uomo: Dio altro non vuole che figli guariti!  Spesso quando siamo toccati dalla sofferenza possiamo chiederci: ma cosa te ne fai, Dio, di questa mia carne ferita, piagata; cosa te ne fai di queste mie lacrime… e Dio risponde: voglio guarire tutte le tue infermità, la tue negatività, i tuoi peccati. Ecco cosa ci rivela oggi Gesù: Dio è colui che guarisce, che continuamente risana la vita, è colui a cui importa la mia felicità prima della mia fedeltà! Per cui: non so come e quando, ma so che Dio adesso lotta con me contro ogni mio male. Per dimostrare questo Gesù, contravvenendo a tutte le norme della legge, tocca il lebbroso, entra in relazione con quello che era condannato alla solitudine, ripristina la comunione con l’incomunicabile! Gesù sa mettere la mano nella mano! Non ha paura, non si tira indietro! E quel lebbroso una volta toccato da Dio, ripristinato nella comunione, non può più tacere: ha ricevuto ed ora è lui che dona testimoniando la bontà di Dio. Oggi Gesù continua con noi questa purificazione: lasciamolo lavorare nel nostro cuore, invochiamo con fiducia anche noi: se vuoi puoi purificarmi! perché anche noi possiamo tendere le nostre mani verso il fratello che soffre per trasmettergli il dono di Dio.

con amicizia

don ezio

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