Carissimi,

il nostro cammino di conversione continua e la nostra attenzione è ancora una volta portata sulla misericordia di Dio. Oggi il vangelo ci mette di fronte Gesù e la donna adultera colta in peccato. Ma la situazione sostanzialmente è una trappola ben congeniata dai farisei nei confronti di Gesù: “da che parte di metti? Contro Dio o contro gli uomini?”. “Gli condussero una donna e la posero in mezzo”: per gli scribi e i farisei quella donna non è una persona, è il suo peccato! Anzi, è una ‘cosa’ che si prende, si porta, si mette di qua, si mette di là dove a loro sta bene e….che si può anche mettere a morte! Gli scribi e i farisei sono diventati ‘funzionari del sacro’ fondamentalisti di un Dio sbagliato! E’ vero, quella donna ha sbagliato, ma la sua uccisione sarebbe ben più grave del suo peccato! Cosa fa Gesù? “Si chinò e scriveva con dito per terra”. Gesù indica la strada che deve percorrere il vero credente: invita tutti a chinarsi, a tacere, a mettersi ai piedi non di un codice penale, ma del cuore della persona e con una battuta “Chi di voi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei!” manda all’aria tutto il vecchio ordinamento legale. Quante volte anche noi ci inginocchiamo e ci inchiniamo di fronte a statue, crocifissi e Madonne, ma di fronte al fratello ci irrigidiamo e non perdoniamo!      Succede l’impensabile: tutti se ne vanno cominciando dai più anziani. C’è un grande silenzio e Gesù rimane solo con quella donna. Cosa fa Gesù? Si alza! E’ un atteggiamento interessantissimo: Gesù si alza di fronte alla adultera! Gli altri volevano coprirla di pietre e sotterrarla; Gesù si alza ad altezza dei suoi occhi e del suo cuore per esserle più vicino. A quella donna non aveva parlato nessuno; tutti gridavano contro di lei, ma nessuno le rivolge la parola: lei e la sua storia non interessano a nessuno. Gesù le rivolge la parola e la chiama ‘Donna’ come aveva chiamato sua Mamma a Cana di Galilea e come la chiamerà sotto la croce al Calvario. Non è più la adultera, la peccatrice ma è la ‘donna’. Gesù la riabilita. Gesù si immerge nella sua storia, anche se è una storia di peccato.Nessuno ti ha condannato? Nemmeno io ti condanno”! Adesso Gesù incomincia a scrivere non più sulla sabbia , ma nel cuore di quella donna e la proietta nel futuro. Lei di colpo appartiene al futuro: il perdono di Dio è una nuova creazione, apre sentieri nuovi, ti rimette sulla strada giusta. Non è un colpo di spugna  sugli errori del passato: Gesù non la condanna ma neppure la assolve; fa un’altra cosa: libera il futuro di quella donna, cambiandole non il passato, ma l’avvenire “Va e non peccare più”; Gesù non chiede alla donna di confessare il suo peccato, né di espiarlo, non le domanda neppure se è pentita: non le chiede cosa ha fatto, ma cosa farà!   Il bene che puoi fare conta di più del male che puoi aver fatto!  Gesù apre le porte delle nostre prigioni, smonta i patiboli su cui trasciniamo noi e gli altri e anche a noi dice: Esci dal tua passato. Tu non sei l’adultera di quella notte, ma la donna capace di amare, di amare bene , di amare senza interesse. Lui sa bene che sono uomini e donne perdonati e amati possono seminare attorno a sé perdono e amore. Questo è il cammino di conversione e di misericordia che ci chiede di percorrere per  non essere fantocci che ampollosamente si inchinano a statue e crocifissi, ma stanno  irrigiditi e a muso duro di fronte ai fratelli.

con amicizia,

don ezio

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