Carissimi,

in questa V domenica di quaresima la nostra riflessione è portata dalla Liturgia della Parola sulla morte e sulla risurrezione. Lazzaro era morto è Gesù lo ha risuscitato! Gesù si confronta con l’amicizia e con la morte, vale a dire con l’amore e il dolore, le due realtà che toccano l’umanità di ogni creatura; le due realtà forse più determinanti che toccano ogni cuore: tutti sperimentiamo e sentiamo il bisogno di amore e di amicizia e tutti ci dobbiamo confrontare con il dolore nostro e degli altri! Gesù è uomo fino in fondo, completamente, e allora lo vediamo fremere, soffrire, commuoversi, piangere e gridare.  Di Lazzaro sappiamo poche cose, ma sono quelle che contano: la sua casa è ospitale, è fratello amato di Marta e Maria, è amico speciale di Gesù. Il suo nome può essere: ospite, amico e fratello; il tutto riassunto così bene nella definizione data dalle sorelle “colui che tu ami”. Ecco il nome di Lazzaro, ma anche il nome di ciascuno di noi per Gesù! E per lui Gesù pronuncia due parole basilari che sono nel vocabolario di Dio: “Io sono la risurrezione e la vita“. Gesù non usa il futuro “Io sarò la risurrezione e la vita”, un domani chissà quando, ma adesso “io sono” nella tua situazione odierna, nei sentimenti che affannano il tuo cuore, nelle preoccupazioni che attanagliano la tua vita, nel dolore che mortifica la tua esistenza…. “Io sono risurrezione e vita” …. lasciamoci invadere da questa dolce presenza! assaporiamo il gusto dell’amore di Dio che si fa quotidiano! Lazzaro è risuscitato perché amato! Così Gesù vince il peggior nemico dell’uomo: la morte viene vinta dall’amore che fa risorgere, che rimette in piedi, che ridà avvio! Notiamo la disposizione delle parole “risurrezione e poi vita”; la logica vorrebbe il contrario! E invece no: Io sono risurrezione delle vite spente e deluse; io sono risurrezione delle vite malate e sofferenti; io sono risurrezione delle vite che si stanno spegnendo!  Io risorgo perché io mio nome è “amato per sempre” , perché Qualcuno mi ama e non si dimentica di me. Qui sta il grido Gesù: “Lazzaro, vieni fuori!”….è Dio che grida, che chiama, non è uno qualunque colui che chiama, ma è l’Autore stresso della vita e la sorgente dell’amore. “Vieni fuori” è anche per me: quante volte mi sento morto dentro, quante volte sono addormentato, chiuso, sconfitto, raffreddato, deluso, quanto volte sento di aver finito la voglia di amare, la voglia di donare, la voglia di ricominciare; quante volte mi sento svuotato…..ebbene proprio lì risuona quel grido creatoreVieni fuori, esci”. E poi il secondo e il terzo verbo di Gesù “Liberatelo e lasciatelo andare!” : grande invito rivolto da Gesù a coloro che sono “amati per sempre”, lìberati da ciò che ti impedisce di camminare perché un nuovo germe di vita è messo nel tuo cuore, non perché te lo meriti, ma perché sei amato in modo totale, c’è un nuovo seme che inizia a germogliare, non so da dove e non so perché, so soltanto che una pietra è stata ribaltata, è stata smossa, non ottura più, un raggio di luce-amore-vita penetra e vince la mia oscurità e la mia morte! Il grido di voce amica, di colui che mi ama da sempre ha rotto il silenzio della mia solitudine e ha asciugato il mio pianto, un amico ha spezzato la mia solitudine e il mio silenzio, lacrime hanno bagnato il mio sudario: è Dio in me, un Dio innamorato dei suoi amici che non li lascerà in mano alla morte, perché Amore che vince la morte.

Che questo grido possa invadere il cuore di ciascuno di noi!

con amicizia,

don ezio

Webcam
Previsioni Meteo