Carissimi,

oggi il vangelo ci immette nei contenuti densissimi dei cosiddetti ‘discorsi di addio’ riportati dal vangelo di Giovanni. Potremmo dire che ogni versetto rivela qualcosa di Gesù, il Signore Crocifisso e Risorto, vale a dire il Vivente per sempre nella gloria (vita) di Dio. In quella sera dell’ultima cena, o cena di addio, Gesù ha parlato, ma le sue parole, accolte e ricordate dai suoi discepoli nella mente e nel cuore, vengono scritte dopo gli eventi della risurrezione: siamo dunque in questa luce pasquale. E proprio in questa luce pasquale non più vincolata dallo spazio-tempo della nostra esperienza terrena, che risuonano queste parole: “Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fiducia in me“. I discepoli, quindi anche noi, sono nel mondo, piantati in mezzo alla oscurità e difficoltà del credere e alla ostilità del ‘principe di questo mondo’, il diavolo, Satana, che vuole ingannare e che si contrappone alla forza vitale della risurrezione. Tutti infatti sperimentiamo la difficoltà di credere e ci sono molte ragioni per essere tentati di non credere, di non aderire con cuore e con la vita al Signore Gesù, ci sono molto eventi che scuotono e tolgono la speranza, raffreddando l’entusiasmo del credere. La paura c’è! Ma proprio in questo contesto ecco scendere la Parola del Maestro che invita ad assumere due atteggiamenti di vitale importanza per il cammino di fede: da una parte un fermo ‘NO’ alla paura e dall’altra un convinto ‘SI’ alla fiducia. Due atteggiamenti che sono alla base del cammino di fede: all’alba di ogni nuovo giorno il Signore ci sussurra: “NON AVERE PAURA, ABBI FIDUCIA”. E’ un esercizio che il discepolo deve fare ogni giorno: esercitarsi nella fiducia, accogliendo il dono della fede che Dio continuamente ci fa. Gesù, il Signore, chiede di avere FEDE IN LUI, perché Lui è Dio, inviato da Dio Padre e, proprio per questo, può dire “Io sono la Via, la Verità e la Vita“. Tre parole impressionanti! non  “Io sono una via, una verità, una vitaMA  “Io sono LA…” vale a dire ‘l’UNICA, AUTENTICA, VERITIERA“.  Io sono la Via, vale a dire la strada per arrivare a Dio, sono la strada che non si smarrisce e non si perde e arriva a meta sicura. Io sono la Verità: vale a dire non una dottrina, una regola una legge, ma un ‘IO’ una persona nella quale abita la verità vale a dire il vero volto dell’uomo e il vero volto di Dio, il luogo in cui la creatura e il creatore si incontrano, dove le immagini si sovrappongono perfettamente. Di qui scaturisce la terza immagine “Io sono la Vita” Questa via che mi porta alla Verità diventa Vita: solo Lui fa vivere per sempre, solo in lui si può vincere l’oppositore, il diavolo, Satana. Quel Dio che spesso cerchiamo a tentoni e che, come Filippo, vorremmo ‘vedere’, si è mostrato, si fa vedere, si rivela nel volto e nella vita di Gesù di Nazareth, il Signore Crocifisso e Risorto. E’ Lui la narrazione di Dio, l’immagine che gli uomini possono contemplare e seguire. Non sempre comprendiamo questo! Spesso è più facile costruire un’immagine di Dio che ci piace o ci serve di più. Gesù oggi ci dice che se vogliamo conoscere qualcosa di Dio dobbiamo guardare e conoscere Lui. Guardi Gesù, come vive, come ama, come accoglie, come muore e conosci e capisci Dio! E allora ecco le domande: ‘Che volto ha Dio per me?’ ‘Dove lo cerco?’. Ci aiuti il Signore Risorto a dare la giusta risposta.

con amicizia,

don ezio

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