Carissimi,

la liturgia ci fa iniziare il nuovo anno contemplando Maria, la Mamma di Dio, in un atteggiamento particolare: colei che “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”; esattamente come ogni mamma che registra e conserva nel suo cuore tutte le realtà che interessano il suo bambino appena nato!  Non si può separare la mamma dal suo bambino! La prima lettura è una solenne benedizione tratta dal libro dei Numeri. Per noi la benedizione di Dio prende il volto di una Madre, di sua Madre Maria. Dio per benedirci ci dà una Madre! La scena del presepe ci racconta di Dio che si fa bambino e della mamma che lo accoglie e lo dona: è proprio questa incarnazione-dono che permette ad ogni uomo di scoprirsi amato, atteso, voluto e cercato; di fronte a questa Mamma che ‘ custodisce’ ogni uomo scopre che val la pena di essere uomo se Dio si è fatto uomo. Nella scena della grotta di Betlemme i pastori e coloro che vi si recano videro davvero paglia, animali, letame e annusarono veramente l’odore acre della stalla; e proprio in quegli elementi capirono ‘come’ la Parola di Dio, il Verbo eterno si Dio si è fatto Carne; capirono attraverso a quale strada l’Amore infinito di Dio si manifesta: un Bambino in carne e ossa! E Maria, come ha vissuto il suo primo Natale? Anche lei sentì le parole che spiegavano l’evento che ella stessa viveva! Di fronte a questo, cosa ha fatto? La sua azione è riassunta tutta nell’espressione “Maria, da parte sua, custodiva”. Mentre tutti sono indaffarati, si interrogano, vanno e vengono, Maria si ferma per cominciare a  ‘custodire’; vale a dire Maria comincia a ‘vivere il silenzio nel suo cuore per mettersi in ascolto consapevole e intelligente’. Un ascolto che non è isolato, solo di un momento, di quel momento, ma un ascolto che diventerà per Maria la via ‘normale’  e abbraccerà tutti gli eventi della sua esistenza; ascolto che diventa il cercare di capire la logica profonda, la direzione e la verità di eventi che immediatamente possono sembrare slegati e distanti o addirittura in contrasto tra di loro o senza senso, addirittura toccati dal dolore e dalla sofferenza. Da una parte Maria sentiva le parole che proclamavano la gloria del Bambino, ma contemporaneamente, vedeva un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia: la solita tensione evangelica degli opposti:  grandezza e piccolezza, gloria e povertà! In questo suo fare silenzio per poter ascoltare, Maria diventa la prima interprete del Natale: è colei che ci spiega il Natale, perché con il cuore e nel silenzio cerca il filo d’oro che tiene insieme gli opposti: una stalla e una moltitudine di angeli, una mangiatoia e un Regno che non avrà fine, un piccolo neonato e il Verbo di Dio! E facendo così diventa capace di ‘vedere’ Dio che opera e ricomincia sempre dalle cose piccole, dall’ultimo posto, nel nascondimento e nel silenzio. Che anche noi possiamo vivere lo stesso ‘custodire’ di Maria attraverso il silenzio e l’ascolto, ricercando nella nostra vita quel filo d’oro che ci fa accogliere quel Dio che si fa bambino e che anche con ciascuno di noi ricomincia sempre.

Santo 2018

con amicizia, 

don ezio

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