Carissimi,

celebriamo oggi l’Epifania di Gesù, cioè la sua manifestazione-rivelazione alle genti di tutto il mondo: Gesù è un discendente di Davide a cui spetta il titolo di Messia, di Re dei Giudei, ma proprio il vangelo di Matteo mette in evidenza che questo Gesù è il Salvatore di tutta l’umanità e quindi la sua rivelazione è destinata a tutte le genti, compresi i pagani nella cui discendenza siamo collocati anche noi. A Natale è Dio che cerca l’uomo, all’Epifania è l’uomo che cerca Dio! E in questo contesto di ricerca si snodano tutto un insieme di segni: Maria come segno ha un angelo, Giuseppe un sogno, i pastori un Bambino nella mangiatoia, i Magi una stella, perfino Erode ha un segno: dei viaggiatori che giungono dall’oriente a cercare un re. E’ interessante questo: Un segno c’è sempre per tutti e per ciascuno, anche oggi, anche per noi! Spesso si tratta di un piccolo segno, forse anche insignificante o abituale. I Magi vengono a Gerusalemme quasi come in pellegrinaggio: essi non appartengono alla discendenza di Abramo, non conoscono il Dio di Israele, non hanno ricevuto una Parola. Nel loro viaggio quindi non è la Scrittura a guidarli; eppure il loro desiderio di scoprire Dio, il loro meditare e scrutare i segni della natura li spinge a partire seguendo la sola luce di una stella. Gli scribi e i farisei, depositari della missione di interpretare le profezie, rispondono infallibilmente e giustamente , sanno leggere le Scritture, ma rimangono nel buio perché incapaci di riconoscere che quel segno è anche per loro. Per cui è determinante nel nostro cammino di fede saper leggere i segni che Dio semina nella nostra storia. Come possiamo diventare lettori attenti dei segni di Dio? Il primo passo ce lo indica il profeta Isaia: “Alza il capo e guarda“. E’ necessario avere uno sguardo ampio, che esce da sé e si proietta in alto, capace di cogliere le novità di Dio nella storia senza stare legati al ‘si è sempre fatto così’. Poi, il secondo passo è sapersi mettere in strada dietro una stella; avere il coraggio di ricominciare sempre la novità del cammino. Per trovare Cristo occorre cercare, indagare, viaggiare con l’intelligenza e con il cuore. Terzo passo: non temere gli errori: è necessaria l’infinita pazienza di ricominciare, di interrogare di nuovo la Parola non con la pretesa di sapere già, ma con la curiosità fresca di chi è aperto alle novità di Dio. E infine come quarto passo, adorare e donare: i magi donano il tesoro più grande che hanno: non solo oro, incenso e mirra, ma il loro stesso viaggio lungo quasi due anni, frutto di studio, di ricerca di preghiera. Allora il ritorno a casa diventa una strada nuova, perché l’incontro con Dio ti ha fatto nuovo, ti ha rinnovato.

Che la manifestazione di Gesù nella nostra vita porti questo novità e rinnovamento.

con amicizia,

don ezio

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