Carissimi,

la chiesa oggi ci fa celebrare la solennità del Corpus Domini (Santissimo Corpo e Sangue di Gesù). Questa solennità è stata istituita nel XIII secolo e nasce da una ispirazione della Beata Giuliana di Retìne, priora del monastero del Monte Cornelio, presso Liegi in Belgio, avuta nel XII secolo. Il vescovo di Liegi  istituì la festa del Corpus Domini a livello diocesano nel 1246. Nel 1263 a Bolsena, in Italia, un prete boemo fu protagonista di uno straordinario miracolo eucaristico: mentre celebrava la Messa fu tentato di dubbio sulla realtà sacramentale e l’ostia che teneva tra le mano si mise a sanguinare. Le reliquie di quel miracolo sono oggi conservate nel duomo di Orvieto. L’8 settembre 1264 papa Urbano IV prolungò la solennità del Corpus Domini per tutta la Chiesa.  Il Vangelo di questa domenica ci racconta quella che chiamiamo la moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci. Gesù parla di Dio alle folle che lo seguono, racconta di un Dio che si fa vicino con amore a ogni persona. la folla di 5000 persone si incanta davanti a lui e non vanno più via.  Gli apostoli devono intervenire: mandali via, perché è sera, siamo in un luogo deserto e non abbiamo nulla da dare loro da mangiare. Adottano la soluzione più sbrigativa: mandali via! Ma Gesù, il solito testardo, non li ascolta: Lui non ha mai mandato via nessuno. I discepoli considerano terminato il lavoro di Gesù: aveva predicato la parola, aveva nutrito i cuore, era più che sufficiente! Per Gesù questo non basta! Lui non riesce a nutrire solo una parte dell’uomo! Lui ama te e me nella nostra totalità, nella nostra umanità completa fatta di corpo e anima. E allora ecco l’improvvisa inversione di marcia: “Date loro voi stessi da mangiare!” Un verbo semplice, breve, pratico: date. Con Gesù il verbo amare si traduce sempre con un altro verbo altrettanto concreto: dare! Dio ha tanto amato il mondo da dare….Non c’è amore più grande di questo: dare…. Ma gli apostoli hanno solo cinque pani…..uno ogni mille persone!!!! Ma ecco la sorpresa: poco pane condiviso con gli altri è sufficiente, basta a sfamare; quasi a dire che la fine della fame non sta nel mangiare da solo, magari di nascosto il tuo pane, ma nello spartire, nel condividere quel poco che hai e che sei. Gesù ci dice: Impara a condividere quello che sei e che hai: il tuo tempo, il tuo cuore, le tue parole….non conta la quantità, ma l’intensità. Il miracolo è che TUTTI mangiarono a sazietà….TUTTI…vale a dire bambini, uomini, donne….vale a dire santi, peccatori, sinceri, bugiardi, donne di Samaria con cinque mariti e altrettanti divorzi, persone che vivono situazioni di amore particolare e che la società ci fa considerare diversi o inaccettabili…..insomma TUTTI, NESSUNO ESCLUSO! Che questo miracolo possa continuare a saziare ognuno e tutti.

con amicizia,

don Ezio

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