Carissimi,

la tomba è stata aperta, la pietra è rotolata via, ci ricorda il vangelo di Matteo. Il giorno che doveva segnare la fine di tutto, il termine della vicenda umana di Gesù e il disfacimento della sua comunità, diventa il “Giorno Nuovo“, il “Primo Giorno dopo il sabato“, “il Giorno del Signore“. E in questo nuovo giorno troviamo le donne che vanno al sepolcro con gli aromi e i profumi per ungere il corpo del morto Gesù. E’ un gesto carico di pietà e di compassione, di amore e di affetto verso il corpo dei defunti, gesto che in forma diversa compiamo anche noi. Proviamo ad entrare nel cuore di queste donne: avevano seguito Gesù, avevano creduto in lui e l’avevano accompagnato  fino alla fine; ora sono cariche di tristezza: la vicenda di Gesù è terminata, tutto è finito, la morte ha chiuso con quel macigno l’esperienza Gesù di Nazareth, come fa con ogni creatura! Ma l’amore e l’affetto che esse avevano provato per lui le spinge ad andare al sepolcro. Anche noi facciamo così: visitiamo le tombe dei nostri cari al cimitero, portiamo su di esse un fiore, accendiamo un lume, in qualche modo cerchiamo di ricordare. Ma in quel “Primo Giorno” avviene qualcosa di totalmente inaspettato, di sconvolgente, qualcosa che turba il loro cuore e stravolge i loro programmi (tutto era finito torniamo alla nostra vita di prima!): la pietra che chiudeva il sepolcro è stata rimossa e il corpo del morto Gesù non c’è più! Questo le ferma, le impietrisce: “Cosa è successo?” “Che senso ha tutto questo?”. Succede anche a noi questo quando qualcosa di nuovo e inaspettato capita nella nostra vita: ci fermiamo, non compendiamo e allora ci sembra assurdo! Le novità spesso ci spaventano, anche quelle di Dio; preferiamo stare attaccati alle nostre sicurezze e alle certezze che ci dà la nostra intelligenza (Dio non può andare oltre quello che io riesco a capire e a dimostrare!). E allora ci fermiamo davanti ad una tomba, al pensiero di un defunto che vive solo nel ricordo, ci autoescludiamo dalla libera iniziativa di Dio: Abbiamo paura delle novità di Dio! Ma non basta: le donne trovano la pietra rotolata, la tomba vuota, ma questo non dà risposte. Ecco allora l’angelo del Signore in bianche vesti che dice:” Perché cercate tra i morti colui che vive?”.  Quello che era un semplice e pio gesto verso un corpo defunto, ora diventa un evento nuovo, mai successo prima, mai sperimentato, né raccontato da altri, non dimostrabile dalla ragione umana. Quel corpo che loro cercavano tra i morti non solo è tornato in vita, ma è diventato il Vivente. E’ la novità di Dio che va oltre la razionalità umana: Gesù il crocifisso è il Risorgente, è l’ “OGGI vivente” di Dio, è la vittoria di Dio sulla morte, sul male. Quante volte anche noi cerchiamo “tra i  morti colui che vive“, lo cerchiamo nella morte. Lo cerchiamo solo nella dimostrabilità, vogliamo che con Dio…. due più due faccia sempre e solo quattro! Mettiamo noi dei presupposti e vogliamo che Dio agisca secondo quello che noi abbiamo stabilito e allora lo cerchiamo in un luogo dove lui non c’è e presto si stanchiamo e concludiamo che lui non esiste! Le donne si staccano da questo umano raziocinio, si aprono alla novità di Dio ed allora lo incontrano vivente “Ed ecco Gesù venne loro incontro e disse “Salute a voi, non temete”. Vivere la Pasqua allora è aprirsi senza timore a questo Dio, fare un salto di qualità per non chiudersi alle novità di Dio. Spesso possiamo sentirci stanchi, delusi, affaticati, tristi, pensiamo di non farcela: non chiudiamoci in noi stessi, non rassegnamoci, non c’è nessuna situazione che Dio non possa cambiare. Accettiamo che Gesù risorto entri nella nostra vita. Se fino ad ora sei stato lontano, fai un primo passo verso di lui; se sei indifferente, accetta di rischiare: non avere paura!

con amicizia,

don ezio. 

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