Carissimi,

dopo aver narrato il battesimo di Gesù al fiume Giordano e la chiamata dei primi discepoli, l’evangelista Marco ci introduce dentro una giornata tipo di Gesù, quella che viene chiamata la ‘giornata di Cafarnao’; in questa giornata Gesù annuncia il Vangelo e compie segni che attestano la venuta del Regno di Dio nel mondo. Di fronte a questo irrompere di Dio nella storia tutti si chiedono: “Chi è mai questo?”  Incontrando Gesù non si può stare indifferenti o assenti: è necessario prender posizione, scegliere! Gesù, nella descrizione di Marco, è sempre in movimento: non è mai là dove il discepolo crede che sia, ma sempre altrove, sempre oltre. Questo ci dice che Gesù non si raggiunge mai del tutto; il discepolo è sempre chiamato a mettersi in ricerca! Questo cercare implica sempre un scegliere. Nella sinagoga di Cafarnao ci sono due reazioni. C’è chi lo accoglie e si interroga sul suo insegnamento, ma c’è anche chi lo rifiuta e contesta la sua parola. E’ un po’ la reazione dell’indemoniato, che afferma: “Che vuoi da noi Gesù? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei, il santo di Dio”. Gesù viene definito ‘Messia’, il Santo di Dio, vale a dire l’Unto, l’Inviato. E l’idea che si aveva del Messia era legata alla potenza, allo straordinario. Invece Gesù vuole attuare un messianismo che libera partendo dal basso. Gesù entra nella sinagoga per insegnare e la gente percepisce subito la sua autorevolezza, perché la sua parola è diversa da quella degli scribi e farisei; la Paola di Gesù è una parola che rende palpabile la presenza di Dio di fronte alla quale lo spirito impuro è costretto a manifestarsi: non può nascondersi, non può sfuggire, ma deve costituirsi. La Parola di Dio porta alla luce ciò che l’uomo tende a nascondere. E’ un momento di grande verità! Inizia allora una lotta contro lo spirito del male perché Gesù è venuto a rovinarlo. “Io so chi tu sei“. Gesù è venuto a rovinare tutto ciò che è contro l’uomo, a rovinare il regno degli idoli che divorano il cuore dell’uomo. Gesù sa di essere il Messia, ma il Messia incamminato verso la croce: è nella debolezza che si manifesta pienamente la potenza di Dio. Gesù impone il silenzio e questo priva il demone di ogni potere e poi separa il male dall’uomo per evitare  di identificare il primo con il secondo. L’uomo posseduto rappresenta l’umanità lacerata dal male, cioè tutte quelle cose che si oppongono a Dio (emozioni, sentimenti, scelte, infedeltà). Quando Gesù incontra questo male, presente anche nel nostro cuore, lo distrugge, liberando ognuno di noi.

con amicizia,

don ezio

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