Carissimi,

il nostro cammino quaresimale di conversione si introduce nella terza settimana. Oggi la liturgia della Parola di fa incontrare, nel Vangelo, Gesù che nel tempio compie un atto inusuale per lui e pronuncia parole severe su chi usa per il proprio tornaconto la fede. Questo gesto invita anche noi ad un serio esame del nostro modo di credere. Gesù, salito al tempio in occasione della Pasqua constata che quel luogo è diventato un luogo commerciale, sede di traffici bancari, mercato dove regna l’idolo denaro: c’erano i banchi dei cambiavalute che consentivano a quelli che arrivano da lontano di acquistare le vittime per i sacrifici e di cambiare la moneta ‘romana’ che portava l’effige dell’imperatore con quella in uso nel territorio del tempio. Tutti in qualche modo facevano ‘la cresta’ e ci guadagnavano. Ecco allora la reazione di Gesù: vuoi una Casa del Padre dove tutti sono fratelli o una casa del mercato dove tutti sono rivali? Ecco l’alternativa di fronte alla quale ci mette oggi Gesù! La sua scelta è inequivocabile: si prepara una frusta e attraversa l’atrio del tempio come un torrente impetuoso, travolgendo uomini e animali, tavoli e monete urlando con decisione“Non fate della casa del Padre mio una casa di mercato”. Vale a dire: non adottare con Dio la legge scadente della compravendita, la logica del misero baratto dove tu dai qualcosa a Dio (una messa, un’offerta, un sacrificio) e lui subito deve sentirsi in dovere di darti qualcosa che tu chiedi. Se intendiamo così il nostro modo di credere siamo solo dei cambiavalute ai quali  Gesù rovescia i tavoli e getta via il denaro. Dio non si compra neanche con la moneta più pura; chi lo vuole pagare va conto la stessa natura di Dio e lo tratta da prostituta (è questo il senso delle parole dei profeti circa la prostituzione nel tempio: io ti do preghiere e offerte e tu in cambio mi dai lunga vita, fortuna e salute!) Anche perché la casa di cui parla Gesù non è solo l’edificio esteriore del tempio, ma è molto di più: è il cuore dell’uomo, del creato, dove non deve essere la logica del denaro a farla da padrone. Il rischi c’è: usare e profanare l’uomo, sfruttare e rovinare il creato. Gesù ci dice una realtà travolgente: tempio di Dio è l’uomo! In ciascuno di noi Dio prende dimora; noi siamo abitati da Dio! Ecco allora la riflessione che Gesù ci chiede di fare:  non fare mercato dell’uomo; non fare mercato del cuore, non fare mercato dei sentimenti, non fare mercato dell’affetto, non fare mercato di te stesso vendendo la tua dignità e la tua onestà per un briciolo di potere, per un po’ di profitto e di carriera. Il tempio di Gerusalemme custodiva le Tavole della Legge, sulle quali erano riportate le 10 parole pronunciate da Dio sul monte Sinai; il tempio era quindi il luogo della presenza di Dio, il luogo dove invocare il suo nome e adorare la sua presenza; con Gesù il cuore di ogni uomo diventa luogo santo della presenza di Dio. Siamo chiamati a convertirci a questo: il fratello, la sorella che incontro in casa mia, nella mia comunità, dove lavoro è l tempio di Dio che mi viene incontro e mi chiede di accoglierlo, di amarlo, di custodirlo.

con amicizia,

don ezio

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