Carissimi,

la seconda domenica di Quaresima ci presenta la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor; siamo al polo opposto di domenica scorsa dove abbiamo meditato sulle tentazioni di Gesù. Oggi c’è la luce, domenica scorsa eravamo immersi nella zona di ombra! Gesù ha annunciato ai discepoli  la sua passione, morte e risurrezione, ha suscitato l’incomprensione di Pietro e ha detto con forza che seguire lui significa passare attraverso la croce del non essere capiti e condivisi nel cammino di fede. Il discepolo di Gesù non è esente dalla croce, non può rifiutarla come scandalo o vergogna: la croce fa parte dell’esperienza di Gesù! Sei giorni dopo questi eventi, vale a dire il settimo giorno, ‘Gesù salì su un monte  e fu trasfigurato davanti a loro, le sue vesti divennero splendenti, bianchissime“. Accade qualcosa di indicibile: Gesù viene proclamato ‘Figlio amato’. Questa proclamazione rimanda alla prima manifestazione di Gesù, quella del battesimo al fiume Giordano dove anche una voce dice: “Tu sei il mio figlio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento“. Ma questa proclamazione sul monte è anche  anticipazione dell’ultima manifestazione di Gesù, quella della croce, quando il centurione proclama Questi era veramente il Figlio di Dio”. La materia è travolta dalla luce e l’esperienza è così intensa che Pietro esclama ” E’ bello per noi essere qui!” Questo ci dice che l’esperienza di fede si genera da uno stupore, da un innamoramento, da una conquista. Significa scoprire che tutta la vita prende senso e ogni angolo nascosto viene illuminato da quella luce. Contempliamo: ogni zona di ombra del mio cuore, ogni buio della mia vita, ogni non-senso, ogni fatica, ogni dolore viene raggiunto da ‘quella’ luce; non da una luce qualsiasi, ma dalla luce che emana il Cristo trasfigurato! Dio entra nella storia e vi mette la sua mano e non si tirerà più indietro! Di fronte a questo come sarebbe bello fermare lì il tempo, arrestare quell’evento e renderlo definitivo….Ma così tutto sarebbe compiuto senza la passione, senza la croce! Quindi non credibile, non verificabile! Ecco allora provvidenziale la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’Amato: ascoltatelo!” Ecco  dove sta di casa il definitivo: non nel sensazionale, ma nell’ascolto del Figlio, la voce che diventa volto! Il mistero di Dio è ormai tutto dentro Gesù. Ecco perché occorre ascoltare Lui! Ecco l’invito decisivo per ogni discepolo: occorre ascoltare Lui, il Figlio; Lui, l’Amato! Ascoltare lui e non le proprie paure e angosce; Lui e non i propri desideri e aspettative! Infatti subito dopo l’evento del monte nessuna luce, nessuna voce, nessuna presenza se non quella ‘abituale’ di Gesù! Gesù con i discepoli come era sempre stato, incamminato verso la croce. Ecco il cammino di conversione che passa attraverso l’ascolto di Lui! Ci aiuti il Signore ad aprirgli in nostro cuore.

con amicizia,

don ezio

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