Carissimi,

la liturgia della Parola di questa domenica è tutta incentrata sulla novità!  Si apre con la chiamata di Abramo ad essere protagonista di una storia nuova e definitivamente diversa da quella di prima: Abramo accetta di andarsene  dalla propria terra, dal proprio contesto sociale e culturale, dalla propria famiglia, dai propri legami consolidati, verso una nuova ed incognita prospettiva, la prospettiva di Dio, legata alla storia della sua fede.    Il Vangelo ci narra la novità della Trasfigurazione: Gesù riceve il grande e stupefacente riconoscimento da parte del Padre, nel quale è riassunta tutta la storia della salvezza, “Questi il mio figlio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo!”. E’ sorprendente questo!  La quaresima, che siamo abituati a vedere come un periodo triste, penitenziale, violaceo, puntellato di sacrifici e rinunce, oggi ci viene presentato come un periodo di novità dove si possono liberare la luce e la bellezza che sovente sono sepolte nel nostro cuore.  Ecco la primavera del Vangelo: Gesù porta il disgelo dei cuori, risveglia la parte luminosa, sorridente e gioiosa che ci portiamo dentro e che spesso le ferite della vita ci fanno sotterrare. Pietro dice a Gesù: “Che bello qui! Stiamo qui, non andiamo via!” Questa espressione di Pietro è di uno che ha potuto per un attimo sbirciare dentro il Regno di Dio! Stare con Gesù, contemplare il suo volto trasfigura la nostra vita. Contemplare lui, trasforma me! Io divento ciò che contemplo, la sua immagine diventa la mia immagine! La fede deriva da questa esperienza di bello, discende da “che bello stare qui” e non tanto da “ho fatto questo sacrificio, ho osservato quella regola”.  La fede è un innamoramento gridato con tutto il cuore e con tutta la vita! Credo perché  Dio è la realtà più bella che ho incontrato e da lui mi viene data la bellezza del vivere: è bello amare, abbracciare, avere degli amici, creare, seminare perché la vita, come quella di Abramo come la mia, ha una rotta nuova, un percorso nuovo: va verso Dio, verso l’Eternità!. Allora la quaresima non è tanto penitenza, quanto conversione: io sono chiamato a girarmi, a orientarmi verso la luce e allora devo smettere di sottolineare gli errori miei e degli altri e devo cominciare a far emergere la luce e la bellezza che c’è in me e nel fratello che incontro. La parola del Padre “Ascoltate lui” diventa estremamente chiara: se vuoi realizzare questo progetto guarda e ascolta lui, non solo con le orecchie, ma Ascoltare per Imitare, per Essere come lui. Quel volto trasfigurato dovrà restare vivo nel cuore del discepolo nel viaggio verso Gerusalemme; dovrà essere custodito per il giorno del buio, quando proprio quel volto sarà colpito, sfigurato, oltraggiato. In quel profondo buio un filo terrà legati i due volti, quel filo è la promessa del Padre: “E’ mio figlio, l’amato”. E allora dare tempo a Lui, stare con lui, perché è bello può essere il proposito della nostra quaresima! Ci aiuti il Signore in questo cammino di conversione!

con amicizia,

don ezio

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