Carissimi,

abbiamo iniziato mercoledì con l’imposizione dell’ “austero simbolo delle ceneri” il periodo di Quaresima, tempo favorevole di grazia che il Signore ci invita a percorrere per avvicinarci a lui, per convertirci alla sua Parola, per incontrarlo nel silenzio del nostro cuore. Oggi viviamo la prima domenica di Quaresima, nella quale il vangelo, molto breve, ci mette di fronte alle tentazioni di Gesù. Gesù è stato battezzato al fiume Giordano da Giovanni il Battista e nell’uscire dall’acqua ha visto i cieli aperti, lo Spirito scendere su di lui con la dolcezza di una colomba e, soprattutto, ha sentito una voce che diceva: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho messo tutta la mia gioia“. E’ questa la voce del Padre che gli conferma il totale suo amore e gli dichiara la sua identità di Figlio amato: è questa lo voce che lo abilità alla missione pubblica. Ma subito dopo lo Spirito lo spinge  dove i cieli non sono aperti, ma molto chiusi: lo spinge nel deserto dove è presente più che mai il diavolo, il tentatore, colui che mette i ‘bastoni tra le ruote’, colui che ha fatto sua la missione dividere e separare, soprattutto da Dio. Contempliamo Gesù in una zona di ombra: Gesù entra nella prova (se non fosse stato così non avrebbe condiviso fino in fondo l’essere uomo!); il deserto diventa quindi luogo di tentazione e di prova. Così è stato per tutti quelli che lo hanno preceduto: Gesù sta camminando sulle tracce lasciate dagli inviati di Dio e sa che così deve prepararsi a quella che sarà la prova, la lotta, fino alla morte. E in quel deserto Gesù dimora quaranta giorni e quaranta notti continuamente tentato da satana. La sua è una lotta dura, è un corpo a corpo della quale nessuno è spettatore! Gesù è solo di fronte alla forza del male! E proprio in quella lotta Gesù impara l’obbedienza del Figlio (“imparò l’obbedienza dalle cose che patì“); ‘lì Gesù impara cosa significa opporsi al tentatore che vuole impedire la venuta del Regno di Dio. L’evangelista Marco, il più antico, non dice nulla di più di quelle tentazioni, a differenza degli altri evangelisti, ma fa risaltare il fatto che Gesù, tentato per quaranta giorni, non ha mai ceduto alla forza del male. E’ come collocato al centro della creazione, unico umano tra rocce, pietre, rettili, volatili, bestie selvatiche; è il nuovo Adamo, capace di vivere riconciliato  e in pace con tutte le creature e con tutta la terra. Gesù diventa l’uomo mite, rappacificato con il cielo e la terra che non va a nascondersi da Dio. Così in lui il Regno si fa vicino, viene inaugurato! Come è giunto lì? Ha pagato un caro prezzo: il prezzo dello svuotamento, dell’abbassamento di colui “che era in condizione di Dio e svuotò se stesso (heauton echenosen) diventando uomo e spogliandosi delle sue prerogative divine, invece di tenerle gelosamente per sé e di considerarle un privilegio. Proprio in questa umiliazione, testimoniata dalle sue tentazioni, Gesù riconcilia la terra con il cielo: è lui il vincitore sul male. E grazie a Lui “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino“; e il Lui è possibile la nostra risposta “Convertitevi e credete nel vangelo“. A lui allora dobbiamo guardare quando anche noi sperimentiamo le zone di ombra e la tentazione del male. Ecco cosa significa convertirsi e credere al vangelo. Santo cammino quaresimale a tutti!

con amicizia,

don ezio

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