Carissimi,

la liturgia di questa domenica ci introduce nella Settimana che solitamente chiamiamo ‘Santa’, quella che ci porta più a contatto diretto con gli ultimi avvenimenti della vita terrena di Gesù per condurci alla porta del sepolcro vuoto. E in questa settimana per ben due volte sentiremo la lettura della Passione e morte di Gesù: siamo messi di fronte al patire di un Dio che non si ferma nemmeno di fronte alla sofferenza. In genere quando viviamo momenti difficili andiamo da Dio, imploriamo grazie, in questi giorni siamo invitati ad andare a Dio perché è Lui che sta soffrendo! E proprio nella sua sofferenza ci rivela chi Lui è: “Per sapere chi è Dio devo inginocchiarmi ai piedi della croce” scriveva un gande teologo del ‘900, Karl Rahner. E allora inginocchiamoci senza paura e vergogna, contempliamo, ringraziamo! Se mi inginocchio cosa vedo? Innanzitutto vedo un uomo nudo e sfigurato, inchiodato e morente. Un uomo che non chiede nulla per sé, ma implora il perdono per i suoi carnefici e si ricorda di chi gli muore accanto (“Oggi sarai con me nel paradiso” dice al ladrone nel vangelo di Luca). Perché tutto questo? Perché sulla croce si compie l’atto più grande e più bellol’atto di amore totale e gratuito: Dio si lascia inchi0dare, si lascia umiliare, si lascia deridere per morire d’amore per l’uomo, ogni uomo, per me! Non spezza nessuna, spezza se stesso; non versa il sangue di nessuno, versa il suo sangue; non chiede sacrifici, sacrifica se stesso. Ecco perché la croce continua ad attrarre a se e nello stesso tempo a dare fastidio al punto di chiedere di rimuoverla: l’amore gratuito da fastidio, perché non lo si può dominare, non se ne può disporre, non si può mercanteggiare….è donato e basta…e il dono o lo si accoglie o lo si rifiuta! Per questo Dio non scende dalla croce, perché l’uomo non può scendere….ecco perché Dio entra nella morte, perché l’uomo non può eluderla: Dio sta sulla croce ed entra nella morte perché lì va ogni esistenza, lì è incamminato ogni suo figlio. Per questo Dio si fa cibo, si fa Eucaristia, e si fa Eucaristia per il rinnegatore Pietro, per il traditore Giuda, per il fuggitivo che c’è in ogni altro discepolo, Dio si fa nutrimento per ogni peccatore, anche per me quando sperimento il fallimento e il peccato! Dio ha lavato i piedi e non gli è bastato, ha dato il suo corpo da mangiare e non gli è bastato….ci posta a quel legno dove, nudo, umiliato, disonorato, a braccia spalancate sussurra a ciascuno di noi “Tutto questo perché Ti amo!”

Che ciascuno possa ascoltarlo!

con amicizia,

don ezio

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